Norvegia & Venezia

La storia dello stoccafisso in Italia

Il primo incontro degli italiani con lo stoccafisso avvenne attraverso le Repubbliche Marinare più famose: Venezia e Genova.

Non è casuale infatti, che da qui abbiano avuto origine due fra le più gustose ricette della cucina tradizionale italiana: il baccalà mantecato alla veneziana (che in realtà è stoccafisso) e quello accomodato alla genovese.


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L'abitudine di consumare lo stoccafisso si diffuse velocemente, prima negli altri porti italiani e, in seguito, anche nelle città all'interno del Paese. A quei tempi, infatti, non esisteva alcuna possibilità di consumare pesce fresco, data la facile deperibilità del prodotto e l'impossibilità di conservarlo.

Image1Lo stoccafisso arrivò così a costituire la possibilità di consumo di pesce per la maggior parte degli italiani dai quali veniva considerato una "ghiotteria". Fu solo nella seconda metà del '500 che esso divenne parte integrante dell'alimentazione, in quanto,con la controriforma della chiesa cattolica, si ebbe un ritorno a costumi più rigorosi, che apportarono cambiamenti importanti anche in campo alimentare: l'osservanza della Quaresima, il mangiare di magro al venerdì e nelle vigilie delle feste, le penitenze a tavola.




Image2Il rispetto di questi precetti, che imponevano di evitare la carne ed i suoi derivati (uova e latticini), significò soprattutto cucina del pesce.
La disponibilità di pesce non era però adeguata a questa enorme richiesta; fu così che si ebbe un vistoso incremento nell'importanza dello stoccafisso, che proprio in quel periodo i Norvegesi cominciavano ad esportare in grande quantità. Da allora il consumo di questo prodotto è progressivamente aumentato: totalmente genuino, povero di grassi, ricco di proteine, vitamina B, ferro e calcio, possiede tutti i requisiti per una sana alimentazione.